Presentazione del volume "Ville Venete: la Provincia di Verona"
Verona, Palazzo della Gran Guardia
Nel veronese, la nuova catalogazione “aggiunge” 160 “Ville Venete” a quelle già conosciute.
IL 20 GIUGNO, ALLA GRAN GUARDIA, SARA’ PRESENTATO IL VOLUME “VILLE VENETE: LA PROVINCIA DI VERONA” edito da Marsilio per conto dell’Istituto Regionale Ville Venete
Nel territorio veronese esistono 120 ville venete in più di quelle che già erano censite e conosciute. Questo il primo dato che emerge dal Catalogo “Ville venete: la Provincia di Verona”, ultima fatica del progetto generale di catalogazione, territorio per territorio, di tutte le dimore storiche classificabili come “ville venete” disseminate tra Veneto e Friuli, portato avanti dall’Istituto Regionale Ville Venete, ente strumentale della Regione del Veneto.
Il volume, edito da Marsilio e curato da Stefania Ferrari, sarà presentato a Verona, alla Gran Guardia, venerdì 20 giugno, alle 16,30. Nell’occasione, il Palazzo della Gran Guardia ospiterà (dal 20 al 30 giugno) una mostra fotografica dedicata al tema trattato nella pubblicazione presentata, ovvero le ville del territorio veronese.
Con le 120 aggiunte alle precedenti classificazioni, il patrimonio di ville venete della provincia di Verona sale a 650: un numero molto alto, anche se inferiore a quello delle province più vicine alla capitale della Serenissima. Accanto a dimore “firmate” dal Palladio e dagli altri grandi architetti tra Cinquecento e Settecento, la nuova catalogazione segnala un fitto insieme di edifici considerati “minori” rispetto ai quali – afferma il Presidente dell’I.R.V.V. Luciano Zerbinati, la nostra attenzione deve essere al contrario massima, in quanto proprio tali episodi risultano i più soggetti trasformazioni e perdite, sempre irreversibili”. “La loro segnalazione – continua Sergio Pratali Maffei, responsabile scientifico del volume - consente l’avvio di una procedura di tutela tramite un vincolo specifico che interessa, ad oggi, meno della metà delle ville venete censite dall’I.R.V.V.”.
Con le ville, la catalogazione ha “fissato” anche i “complessi” delle ville, ovvero gli elementi che le caratterizzano: gli oratori, le pescherie e le barchesse che davano linfa economica alla villa e che con il brolo, il parco o il giardino costituivano un complesso dotato di una sua precisa fisionomia unitaria.
L’indagine, condotta da un gruppo di studiosi, mette nero su bianco (oltre che nell’archivio virtuale dell’Istituto) lo “status quo” di questo meraviglioso patrimonio, registrando situazioni di conservazione e tutela ottimali accanto ad altre che appaiono in grave stato di abbandono. Il degrado non interessa tanto e solo edifici architettonicamente “minori” ma anche complessi di grande interesse come Palazzo Moneta Fasoli a Belfiore, aperto alle incursioni dei vandali e in completo degrado. La villa-palazzo, “esempio integro dell’architettura cinquecentesca – annota la curatrice del catalogo, Stefania Ferrari, mostra ancora, al suo interno, il prezioso ciclo di affreschi opera di Bartolomeo Ridolfi in collaborazione con Angelo Falconetto”. Un altro “grido di allarme” viene lanciato dagli esperti per Villa Marioni Mullè al Chievo di Verona che appare al visitatore “immersa in un parco secolare a pochi passi dalla riva dell’Adige…in uno stato di avanzato degrado…; il parco è irriconoscibile, degradato da sporcizia e vegetazione spontanea; atti di vandalismo e saccheggio di ogni genere hanno deturpato irrimediabilmente il complesso villa: per ovviare a questi ultimi fatti sono state quasi tutte murate le aperture della residenza con l’effetto di alterare non solo l’aspetto architettonico ma anche di minare la salubrità dei locali interni, aggrediti ancor più dall’umidità”.
L’ampio volume riporta, per ciascuno dei 650 edifici esaminati, informazioni storiche, archiviste ed architettoniche dettagliate, ne segnala piante e prospetti, ne descrive la situazione al momento della ricognizione.
L’indagine, durata alcuni anni, consente di evidenziare anche alcuni caratteri distintivi delle ville veronesi rispetto ad altre ville venete. Come, ad esempio, l’influenza, “generalmente sottovalutata, delle soluzioni architettoniche ed espressive proprie delle culture popolari e rurali sulle costruzioni destinate ad uso rappresentativo, nelle quali sono rintracciabili, ovviamente filtrate e rielaborate ad una scala monumentale, le tradizioni, la sapienza costruttiva stratificatesi attraverso secoli di esperienze appartenenti a determinate comunità”(Ferrari).
Il volume è in distribuzione nelle principali librerie italiane e il catalogo è consultabile sul sito dell’Istituto regionale Ville Venete: www.villevenete.net
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